Anna Giargoni "un tocco di femminilità"
Più di venti sculture inedite in mostra ad Imola (Galleria di Porta Montanara, 28 ottobre 3 novembre) e Bagnacavallo (Palazzo Opere Pie, 2-10 dicembre)
Eleganza, femminilità, dolcezza. Ammirando le sculture in terracotta patinata di Anna Giargoni, si rimane affascinati dalla sensualità che queste emanano. E unartista dalla creatività incalzante. Per ogni vernice prepara circa 20 o 25 nuovi pezzi. Le ultime creazioni saranno esposte nelle prossime mostre in programma: dal titolo Plastico Fluire di forme dal 28 ottobre al 3 novembre, nella galleria di Porta Montanara a Imola e dal titolo Emozioni materiche dal 2 al 10 dicembre, nella sala espositiva del Palazzo Opere Pie a Bagnacavallo. Anna Giargoni era talmente brava in disegno, che la sua maestra suggerì alla famiglia di mandarla gìà ad undici anni, allIstituto dArte di Ceramica G. Ballardini di Faenza. Si diploma e si specializza nella tecnologia della ceramica. Consegue inoltre labilitazione allinsegnamento delle discipline artistiche. Tra i suoi grandi maestri di scultura, ricordiamo Angelo Biancini e Alfonso Leoni. Inizia presto la sua attività lavorativa come insegnante, per poi essere promossa dirigente. Scolpisce ogni tanto, come passatempo, non appena le è possibile. Già nelle prime opere, mostra una mano delicata, che accarezza con leggiadria la creta. Nel 2002 quasi per gioco, delle colleghe insegnanti, decidono di fare una mostra collettiva a Ravenna e la invitano a partecipare. Anna non si tira indietro, ma anzi armata di coraggio, è alla sua prima mostra, presenta 5 piatti in ceramica dipinti a mano in stile faentino, con cinque sculture. Il risultato positivo e i numerosi incoraggiamenti arrivati da più parti, sono stati lo stimolo per continuare con grande entusiasmo. Da allora si è dedicata completamente alla terra cotta. La sua gestualità si è raffinata nella ricerca dei particolari, nella cura delle mani, del volto, della posa della testa, nelle pieghe degli abiti, rendendo lopera plastica deliziosamente armonica. Le sculture della Giargoni sono attimi. Parlano dellamore della madre per il figlio, della Soliderietà offerta dal miglior amico delluomo, il cane, che ritrae esaltando lo scambio affettuoso fra i due protagonisti. La donna è tra i suoi temi preferiti, persino in Amazzone riesce a renderla elegante, in sella al cavallo imbizzarrito.
Le statue appaiono avvolte da unaura di serenità. La stessa serenità che lartista prova mentre le modella, nella ricerca dellessenza. Ogni gesto è una distensione di se stessa, di momentaneo isolamento da tutto il resto, lasciando spazio alla libera espressione. Anna Giargoni ha la capacità di vivere pienamente nel presente, per questo la sua arte parla della vita di tutti i giorni, come un momento di quiete dedicato alla lettura. E molto fantasiosa ed ingegnosa. Per non lasciare le pareti bianche delle sale espositive, ha pensato di fare dei pannelli in gesso, che con un trattamento speciale, li fa apparire di ceramica. Le sue statue in terracotta patinata, con più strati di colore, dal verde al testa di moro, vengono poi rifinite con ampie pennellate di oro. Il risultato le fa sembrare delle fusioni in bronzo, enfatizzandone il valore. E associata al gruppo Arte e Dintorni di Bagnacavallo ed al Circolo Culturale Amici dellArte di Imola. Nel 2005 partecipa ad una mostra collettiva a Digione, in Francia. Questanno ha già esposto a Maggio a Mezòhegyes in Ungheria, per un gemellaggio con il comune di Mordano dal titolo Amicizia fra i popoli. A giugno al Palazzo Graziani di Bagnacavallo ha partecipato ad unaltra vernice collettiva di grande successo, che è stata presentata dal critico darte Enzo DallAra. La gioia più grande è sapere che le mie opere sono apprezzate a casa di qualcuno, anche allestero.
Pierangela Ezzis Art Journal °4 Settembre/Ottobre 2006
Anna Giargoni "le mani che creano"
Larte di formare immagini, scavando, plasmando o effigiando un materiale si dice Scultura. Anna Giargoni ha preso parte a PriamverArte, mostrando in diretta la sua abilità scultorea, nel plasmare la terra cotta. - :E stato molto divertente poter suscitare così tanto interesse nei visitatori, che mi hanno sottoposto tantissime domande. - riferisce entusiasta lartista.
Anna Giargoni dalla realta, che si tratti di tempi moderni o passati, narra episodi che racchiudono in sè secondi, minuti o ore che si susseguono senza fretta, con appagamento. Nellopera A pelo dacqua una delicata fanciulla è seduta su una roccia, sopra uno specchio dacqua in vetro. La venditrice di pesci, porge in un gesto di offerta, il cesto col suo contenuto ai clienti. Le combinazioni più surreali in Sirene, (bellissima opera inserita nel catalogo della mostra 20x20 2007), di tre volti posizionati garbatamente luno sullaltro. Sirene legate da un comune intento, lespressione è colta nel momento del canto, che va lontano, in più direzioni, nellattesa che
Il febbrile lavoro di Anna Giargoni, la porta ad un costante miglioramento e ad una padronanza nel gestire le materie plastiche, riuscendo ad infondere la massima femminilità alle sue creature, nelle fattezze leggiadre, nelle posture armoniose, nellornamento delle chiome. Le forme realizzate vengono dipinte con tecniche e smalti speciali, da farle apparire fusioni in bronzo. Accompagnano la sua poiesi, una intuitiva e stimolante ricerca innovativa. Lamore per la scultura in generale e, la recente amicizia con lo stimatissimo scultore riolese Giò Bert (Giovanni Bertozzi), la sta incoraggiando a passare allo scalpello e mazzuolo, per saggiare leccitamento della lavorazione del legno e conoscerne i segreti, o per la fusione in bronzo. Cè attesa e curiosità di vedere la collezione, per la quale la scultrice ha preparato una trentina di nuove opere, tra figure femminili, animali in terracotta e bassorilievi in ceramica che verrà presentata alla mostra Dalla realtà: Forme e Immagini, dal 25 maggio al 3 giugno nella biblioteca comunale di Mordano (RA).
Pierangela Ezzis Art Journal n° 3 Maggio/Giugno 2007
|
|
|