Mario Tonini "Moderno e metafisico"

La sensibilità artistica di Mario Tonini è un processo pittorico in antinomia, dal rigoroso e meticoloso, dal colore opaco e serioso della 'Vecchia' dei primi giorni del lavoro pittorico, quando apprendeva dal maestro Walter Dall'Oppio, circa trent'anni fa, alla vivacità dei colori freddi, che ama miscelare in gradazioni dagli effetti raffinati, in un contesto figurativo moderno e metafisico, delle composizioni attuali, dove appare una trasparenza cristallina di animo fanciullesco. I suoi soggetti preferiti sono le nature morte che si affacciano sul mare 'Limite ed immenso' o 'Composizione silente'. "Mi chiedo sempre chi sono, dove sono e dove sto andando, non penso che ci completiamo col materialismo, se pur necessario e che finiamo nel nulla. Nei miei quadri tento di esprimere questo mio desiderio di ricerca della verità, cercandolo nella natura, nel silenzio, ho bisogno di qualcosa che manifesti la continuità'. Nella sua vasta rassegna vi sono anche opere figurative, ultimata recentemente 'Santa Rita', nella quale si percepisce una profonda fede religiosa, se pur non dogmatica, anche qui prevale la modernità della Santa in abito 'celeste', mani in trasparenza che esaltano la femminilità ed uno sguardo presente. Ha partecipato a vari concorsi, ottenendo riconoscimenti di rilievo, come al '37° Premio Primavera mostra nazionale di pittura e bianco e nero a Foggia', alla 'Decima Rassegna Internazionale di pittura, scultura, grafica e video maker, metti una canzone in cornice 2005', in concomitanza al Festival della canzone di Sanremo e Premio Ambiente. Ha esposto a Stresa, Rocca Priora (AN) Imola, Cesena, San Remo. Alla mostra intitolata 'Immagini tra spirito e materia' dal 4 al 13 marzo nella Sala del Risorgimento a Imola, sono presentate le opere di recente produzione.

Pierangela Ezzis - Art Journal n° 2 Marzo/Aprile 2006



Mario Tonini, "I colori della memoria".


La solitudine dolce e sottile del silenzio. I ricordi. I pensieri vanno liberi e, la mano raffinata di Mario Tonini con il pennello o la spatola intinti nei colori ad olio, rievocano episodi lontani nella memoria. Il periodo dell’infanzia, quando si giocava agli indiani facendo segnali di fumo, o nascondendosi nei casolari di campagna. L’odore delle foglie dei pioppi umide, le folate di vento tra le piante. Mario Tonini sente le sensazioni dell’autunno, stagione a lui cara, riuscendo a sintetizzarle nelle sue opere. Appaiono paesaggi incantati, che s’intravedono tra la nebbia ed un sole arancione a fare capolino, per scomparire nuovamente. Sono sufficienti le tonalità rossastre, giallognole, ocra, tipiche di questo periodo per percepire che siamo nella stagione del declino. Un momento per fermarsi e riflettere. L’uomo non è rappresentato in questi scenari, la cui presenza è sott’intesa, per evitare che possa turbare questo clima meditativo. Tonini si accosta ad una visione romantica e moderna della metafisica su sfondi eterei. Possiamo trovare un tavolo imbandito sulla riva del mare, o della frutta su un tavolo che vacilla, dove ogni cosa ha una sua ragion d’essere, come l’utilizzo delle cose quotidiane, a volte dimenticate. Oppure cogliere gioia nelle combinazioni cromatiche, nelle varie ambientazioni poste in un’unica tela, di una finestra, una tenda, un arcobaleno, dei fiori in “Alla Finestra”. L’artista è istintivo, delicato ed incisivo anche nelle espressioni figurative. Nell’opera “Uomini soli” (premiata in occasione della Decima Rassegna Internazionale di pittura, scultura, grafica e video maker, metti una canzone in cornice 2005’ in concomitanza al Festival della canzone di Sanremo e del Premio Ambiente) appare tutto il pathos di questi clandestini dai volti cupi, vestiti umilmente, con la fugacità dei fogli del permesso di soggiorno bianchi, senza nome, una finestra alle loro spalle nella penombra, che potrebbe simboleggiare la libertà o una cella di prigione. Mario Tonini in quasi quarant’anni di attività artistica, oltre ad aver preso parte a diversi concorsi conseguendo alti riconoscimenti, ha esposto in numerose città, Imola, Rocca Priora (AN), Cesena, Foggia, recentemente a Bologna con PrimaverArte.

Pierangela Ezzis – Art Journal n° 3 Maggio/Giugno 2007