Maurzio Deroriti

‘Iop compie 50 anni’



Le capacità del genere umano sono infinite. Nel momento che ci diamo la possibilità di lasciarci andare alle nostre più elevate potenzialità, si sviluppa il proprio vulcano interiore, facendo uscire la nostra ‘lava vitale’. A volte sospinti da un malessere esistenziale, e dal desiderio di dare un taglio al passato, per spalancare il percorso ad una nuova strada piena di traverse curve e tornanti, discese e salite che finalmente rendono la vita realmente stimolante. Come simboleggia lo splendido fiore di loto che nasce dalle acque melmose, onnipresente nelle culture Buddiste, a rappresentare l’evoluzione umana, partendo dalle difficoltà che si incontrano. Probabilmente anche per Maurizio Deoriti non deve essere stato sempre tutto semplice, soprattutto se oggi che compie cinquant’anni, si voltasse guardando indietro, chissà quanti momenti difficili ricorderebbe. Favorito dalla passione per la musica fin da giovane, studia fisarmonica e pianoforte, diplomandosi al Conservatorio ‘G. Verdi’ di Milano a pieni voti, approfondisce la composizione con Franco Donatoni. Inizia con regolarità e determinazione, una carriera musicale piena di riconoscimenti, successi e soddisfazioni, che lo portano alla Piccola Scala di Milano, a suonare come solista con l’Orchestra Sinfonica Rai di Milano, l’Orchestra di Stato Rumena e tante altre. Compone operine, come ‘Il Parapsicologo perplesso’, è docente di Musica da Camera al Conservatorio di Rovigo. Il passaggio dalla musica alla forma pittorica avviene in modo naturale, come per Paul Klee nato nella musica, che proietterà spesso come soggetto nella sua pittura, (del quale Deoriti è entusiasta), Maurizio dalla personalità sensibile e curiosa, desidera espandere la sua creatività anche in questo campo. Egli comincia apprendendo le basi della tecnica ad olio con la docente Annamaria Stanghellini. Successivamente frequenta un corso di acquarello stainieriano, e con Doriana Chiarini approfondisce l’acquarello giapponese. Le prime opere di Maurizio Deoriti sono delle copie di opere importanti di De Chirico, Carrà e Sironi. Avendo ricevuto un esubero di biglietti da visita personali, estrosamente decide di utilizzarli dipingendoli sul retro in acquarello, creando delle piccole deliziose opere d’arte, rappresentanti paesaggi immaginari. Tra questi paesaggi nasce la figura di ‘IOP’, denominato ‘essere di luce’, che diventa fonte ispiratrice di storie fantastiche, elaborate meticolosamente ed in sequenza a formare delle favole. Sono presenti diversi personaggi, ognuno con un ruolo preciso, ad esempio alla scoperta della ‘Nuda Roccia’ come suggeriva Aurobindo, per addentrarsi nel profondo della propria coscienza. Nell’opera pittorica di Deoriti, la ricerca interiore è una costante. Egli rappresenta nei suoi dipinti gli enigmi quotidiani, raffigurandoli concretamente e sdrammatizzandoli con ironia: due montagne, due strade, due cartelli, strada destra e strada sinistra e la domanda: ‘Quale scegliere?’ Fino ad arrivare ad una forma ed uno stile, quello attuale, che si fa ancora più semplice, arriva con immediatezza all’essenza del significato che vuole esprimere. Si tratta di componimenti che manifestano palesemente il profondo sentire dell’artista. Gioia, fantasia, amore, musicalità, sgorgano dagli arcobaleni sgargianti e brillanti. L’importanza della fede, che rappresenta con la figura di un Dio sorridente, o con la sua mano che tocca la Tata, la gratitudine per il creato con ‘Fratello Sole e Sorella Luna’. La comunione con il sesso opposto, la voglia di vivere, guardarsi attorno e comunicare. La natura è rappresentata da un ruscello d’acqua, un uccellino, un cane, un albero. Come anche ne ‘L’albero del Tato’ un bellissimo albero che Maurizio ogni mattina vede dalla finestra del suo appartamento e con il quale ha instaurato un rapporto intimo, come si fa con la natura appunto se la si ama ed apprezza. Si coglie anche l’amore forte e dolce che unisce il Tato alla Tata, figura femminile di fondamentale sostegno ed importanza. Il risultato è armonico e festoso.
Ogni pannello ha un suo titolo, come fossero delle vignette umoristiche, che a mò di festone viene presentato dalla manina del sole raggiante. Lo sfondo giallo del cartoncino, arrivato quasi per caso in dono, ma pare che Osho Rajneesh dicesse che il giallo fosse il colore dei sogni e che aiutasse gli artisti a dipingere meglio, è senz’altro indice di vitalità. Nelle opere di Maurizio Deoriti non potevano mancare gli omaggi a Giorgio De Chirico, col quale condivide la visione metafisica del mondo. Inoltre, nell’innocenza del tratto, che in un unico gesto dà vita alle immagini di Deoriti, troviamo delle similitudini con Keith Haring, grande graffitista americano, per la semplicità nella rappresentazione espositiva, ma anche per il grande altruismo. Keith Haring saputo di essere malato di Aids, fondò la Keith Haring Foundation, decidendo di devolvere i suoi guadagni per la ricerca ed il sostegno delle organizzazioni che si occupavano di bambini affetti dalla stessa malattia, e fino all’ultimo istante della sua vita, sfruttò la sua immagine e popolarità a questo scopo. Maurizio Deoriti, amante dei bambini ai quali ha insegnato musica per lungo tempo, devolve una parte dei suoi introiti per aiutare dei fanciulli indiani dell’Orphanage Mariamma’s Children Home Mamallapuram, Tamil Nadu, nel sud dell’India.
Augurando che le sopraccitate vignette, intrise di tanta dolcezza e poesia, possano portare gioia, salute e prosperità ai bambini di tutto il mondo, e non farci mai perdere la nostra natura fanciullesca: ‘Buon compleanno Iop!’

Pierangela Ezzis – Catalogo di Maurizio Deoriti “Iop compie 50” (2007)


Maurizio Deoriti “Suggestioni Petroniane”
Dopo la mostra al Caffè Zanarini il musicista-artista è presente a Vernice di Forlì con opere sulla Gioconda


Torna ad organizzare eventi artistici e culturali Giuseppina Massara, dopo un anno di riposo. Ha aperto il 2008, in concomitanza con Arte Fiera, con la mostra di Maurizio Deoriti “Suggestioni Petroniane” dal 19 gennaio per oltre un mese, nel prestigioso Caffè Pasticceria Zanarini, Piazza Galvani 1, nel pieno centro di Bologna. Un luogo che ha sempre dato molta attenzione all’arte. Esposti una ventina di quadri dedicati alla città di Bologna, raccolti in un catalogo con presentazione di Gregorio Scalise e testi critici di Edoardo di Mauro, Pierangela Ezzis, Vladimiro Zocca. Le opere hanno la particolarità di essere su sfondo arancio. “L’arancio è il colore della felicità” – Spiega Deoriti”- “Ho voluto esprimere la mia anima bolognese, facendo un omaggio ai petroniani, abitanti di San Petronio. Il bolognese doc è schietto, è un tipo franco, ha tante buone qualità.”
In questa rassegna, Deoriti rappresenta i simboli della città in chiave umoristica, separa le due torri in “Le Torri dei Petroniani”. Con il quadro intitolato “I Paolini” ricorda l’opera di Don Paolo Serazenetti, che in vita si dedicava ai clochard, chiamato anche Santo delle Pescherie Vecchie. Maurizio ha dedicato un quadro anche al suo amico Mario Volpi, sia per coronare la loro trent’ennale amicizia, sia per premiarlo dei numerosi successi che sta conseguendo nell’ambito artistico. Maurizio Deoriti esprime costantemente attraverso la sua arte, una profonda spiritualità, come nell’ultima opera presente nel catalogo “Dio”.
“Chi non ha fede non ha meraviglie. La fede è il collante dell’anima”, afferma Deoriti.
L’artista, che come menziona Gregorio Scalise nella presentazione “Maurizio Deoriti è un noto e importante compositore musicale che ama frequentare anche la pittura.” si è dilettato a realizzare una nuova serie pittorica, dedicata alla Gioconda, che presenta alla rassegna Vernice a Forlì dal 28 al 30 marzo. (www.tatarte.it/deoriti)

Pierangela Ezzis – Art Journal n°2 Marzo/Aprile

Maurizio Deoriti e Pierangela Ezzis al Bar Zanarini ( Bologna) con il quadro Rukmillo e Rukmilla.